Save me

SAVE ME…

un grido, una richiesta di aiuto.

Angosciosa. Ma la disperazione umana ha un antagonista, un potente antidoto: credere… nella musica, nell’arte, nell’amore, in Dio.

In qualcosa che non sia materia, che non sia digitalizzabile, riconducibile solo atransizione quantistica, ma che da una dimensione altra possa interagire con lo spazio-tempo fisico per lenire la sofferenza, per attenuare il grido di dolore, accogliendo questa disperata invocazione:

SAVE ME.

Si nutre di tempo, adattandosi al suo fluire, trasformandosinello scorrimento interioredella coscienza, per restituire libertà al pensiero, rivolgendo lo sguardo a ciò che non si vede,non si tocca, non si sente, non si possiede né si potrà possedere.

Attraverso un tool molto efficiente:

l’Anima.

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